PAROLE DI ECONOMIA E FINANZIA - IL LAVORO

IL significato letterale del  lavoro , dal latino labor , fatica ma anche sofferenza che  rappresenta un portato culturale di antica cultura cattolica , che sta nella maledizione successiva alla cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre , anche nelle sue accezioni più nobili come la creazione artistica , come una fusione di tormento ed estasi , la parola lavoro si è estesa anche a concetti come lavorare su di se , lavoro psicologico per miglioramaneto e autopotenziamento personale . In economia comunque lavoro rappresenta il concetto di occupare il tempo per svolgere un'attività produttiva che richiede l'impiego di energia fisica e intellettuale per raggiungere uno scopo utile .

Il lavoro è dipendente quando viene svolto a favore di un altro soggetto che prende il nome di datore di lavoro , una persona fisica o giuridica , in cambio di un compenso detto retribuzione . Anche questa definizione di datore di lavoro non è proprio esatta , possiamo vedere questa definizione dalla parte dei lavoratori , secondo questa ottica il datore  di lavoro in realtà  non da  ma è un compratore di tempo di vita ," time of life" , dei lavoratori .

 tutto questo è inserito in un mercato il mercato del tempo dei lavoratori che soggiace alle leggi della domanda e dell'offerta : quando l'offerta di tempo di lavoro o vita si accresce , i prezzi della stessa diminuiscono , perciò è preciso interesse del sistema mantenera l'offerta di forza lavoro la più ampia possibile , per mantenere bassi i prezzi della stessa ; oggi con la globalizzazione l'offerta di forza lavoro si è fatta praticamente inesauribile , questo ha trasformato le aziende in nomadi per andare a cercare nel pianeta il prezzo più basso della forza lavoro a  condizione che abbiano un minimo di competemze .

Quando è invece  il lavoratore a decidere autonomamente  le modalità , le trempistiche  e gli oraridi lavoro relativi all'utilizzo della propria  capacità lavorativa , viene definito come indipendente.  

il mondo del lavoro è in continua evoluzione , esistono quindi svariate forme  e modalità che favoriscono il work life balance ( conciliare la vita lavorativa alla vita privata ) senza però diminuire l'obiettivo principale che l'azienda deve raggiungere ,la produttività , (questo nel migliore dei mondi possibili , normalmente la libertà dei tempi  di lavoro si traduce in una dilatazione enorme degli stessi , merito degli incentivi alla produzione che pongono costantemente una carota davanti al lavoratore indipendente , molto più efficacie di orari di lavoro rigidi  )

Al part-timee agli orari flessibili, che da anni stanno caratterizzando una modalità  di lavoro dinamica , si sono recentemente aggiunte forme di lavoro agili che consentono al lavoratore di scegliere , per alcuni giorni al mese , il luogo da lui ritenuto più produttivo per svolgere l'attività lavorativa. I risultati ottenuti dal lavoratore diventano quindi il nuovo concetto  stesso di lavoro , non più inteso  come controllo  del tempo dedicato dal lavoratore .

C' è da dire che la flessibilità è una bella cosa ma dipende  da chi ha le chiavi della flessibilità e dal potere contrattuale delle parti . 

Concludendo vorrei dire che il lavoro o la mancanza di lavoro non sono fenomeni naturali , il lavoro non manca mai , c'è sempre tanto da fare , semmai mancano le risorse finanziarie per pagare stipendi e strumenti di produzione , spesso non mancano nemmeno quelle , sono solo mal impegati , ci sono politiche economiche inefficienti nel reperimento delle risorse necessarie per lo sviluppo del paese , e ci sono politiche economiche che catalizzano e moltiplicano risorse private per uno sviluppo piò armonico e stabile dell'economia .

Nuovo grande protagonista nella creazione di lavoro è la spesa pubblica , se ben congegnata può rappresentare un volano dell'economia e rendere meno pesanti i prezzi sociali di una economia dominata dai dogmi del liberismo , armonizzarne e stabilizzarne  la crescita economica e sociale .

Sono passati 243 anni dalla pubblicazione della "Ricchezza delle nazioni" di Adam Smith;  il mondo naturalmente è molto cambiato e  la le legge fondamentale dell'economia non può più essere riassunta nella formula " lasciar fare , lasciar passare", l' azione della società civile in tutte le sue forme , deve condizionare l'economia e quindi anche la creazione di "posti di lavoro "