UN PROBLEMA ITALIANO: S.R.L. SOTTO CAPITALIZZATE E CON RISERVE POCO REDDITIZIE.


Il nostro Paese è da sempre caratterizzato da piccole e medie imprese e la maggioranza delle pmi è costituita da micro imprese che hanno un  numero di occupati inferiore a 10 e fatturato non superiore a 2 milioni di euro, mentre la piccola impresa  ha un numero di occupati  tra 10 e 49 , fatturato o bilancio non superiore a 10 milioni di euro .

Ma ora focalizziamoci sulla categoria delle s.r.l , la società a responsabilità limitata. Le s.r.l che siano micro o  piccole imprese possono avere un capitale sociale di € 10.000  che si può ulteriormente ridurre a € 2.500 di capitale effettivamente versato , capite la sproporzione?  Facciamo un esempio: una società con 49 operai e un fatturato di 10 milioni di euro può avere un  capitale sociale di 10.000 € . DI conseguenza,  con un capitale così misero , la parola limitata ci sta tutta , la parola responsabilità molto meno. 

Una volta costituita l'impresa, sarebbe necessario che l'azienda arricchisse il proprio capitale  con adeguati investimenti mobiliari da mettere a riserva , soprattutto considerando che possono aver un capitale sociale così ridotto. Sempre più frequentemente, però, le riserve che dovrebbero  essere  accantonate in  investimenti mobiliari , titoli , fondi o polizze non ci sono o l'unica riserva che hanno è il capannone in cui si svolge l'attività produttiva. Di recente,  uno studio di Unioncamere del Veneto ha constatato che sono stati censiti 20.000 capannoni vuoti , molti dei quali sarebbero le riserve delle imprese. Pertanto, le aziende italiane, oltre ad avere un capitale sociale così ridotto, hanno anche riserve non redditizie.
 E' importante che si inverta questo senso di marcia ed  investire in  investimenti mobiliari , accantonare il tfr dei  dipendenti , assicurarsi contro le insolvenze dei  clienti perché è molto più rischioso avere un capannone inutilizzato e di poco valore, rispetto al mondo della finanza che tanto fa paura ai nostri connazionali.

 Il piccolo imprenditore che vanta  numerose abilità tecniche , gestionali  e umane non si affaccia alla finanza in modo costruttivo e professionale, ma si limita ai finanziamenti spesso gestiti da conoscenti, cugini, amici che operano senza un suo controllo costante.  E anche il settore assicurativo non è ben curato dall'imprenditore perché spesso si tende a guardare con diffidenza ciò che non conosciamo. E' necessario, quindi, affiancare alla figura dell'imprenditore, un professionista che sappia indicare la strategia finanziaria più consona, che offra le sue consulenza per  tutelare il  patrimonio mobiliare e non, i propri crediti ed approcciarsi al mondo finanziario senza timori ed incertezze. 

Il professionista a cui date fiducia saprà mettere le basi per costruire un'impresa, piccola o media, solida e ben tutelata da rischi finanziari e non. Con un approccio professionale si potrà davvero parlare di società responsabile.